Programma
  • Martedì 3 Novembre 2020
  • 16:00 - 18:00
  • Memo
  • Sala Acero 1° piano pad A6
  • italiano

A cura di: Comitato Tecnico Scientifico di Ecomondo, Ministero dello Sviluppo Economico (DGISSEG), ENEA, Laboratorio Materie Prime

L’emergenza sanitaria Covid-19 ha messo in luce la vulnerabilità del nostro sistema produttivo in termini di approvvigionamento di materie prime.

La Commissione Europea ha lavorato sulla nuova Lista delle Materie Prime Critiche, ossia quelle materie prime non energetiche e non alimentari, i cui problemi di approvvigionamento, di carattere politico, commerciale e ambientale, rendono prioritario un cambio di strategia economica e un forte aggiornamento tecnologico.

La Lista è, quindi, uno strumento per promuovere la consapevolezza, la ricerca e l’innovazione volte a migliorare le dinamiche del commercio internazionale, per contestare misure di distorsione degli scambi al fine di raggiungere una maggiore sicurezza degli approvvigionamenti ed attuare l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.

Le imprese italiane, ed europee, spesso dipendono significativamente dall’importazione di materie prime critiche. Ad esempio, il settore agroindustriale dipende fortemente dall’uso del fosforo, che ad oggi è importato al 100% da Paesi extra Europei, altri esempi emergenti sono relativi alle materie prime legate alle filiere delle batterie.

Questo trend potrebbe continuare nonché assumere nuove configurazioni future ed alcune esperienze diventano laboratori e spunti per identificare punti critici ed opportunità: l’emergenza Covid-19 ha reso necessaria una nuova consapevolezza sulle catene di fornitura delle materie prime estrattive in Italia così come sulle catene di fornitura internazionali; il Tavolo per il Fosforo diventa un laboratorio di come monitorare le catene di approvvigionamento;  l’Urban Mining può costituire una valida alternativa all’importazione ad esempio i RAEE sono un concentrato potenziale di metalli preziosi e materie prime ad elevato valore aggiunto e passi avanti ne sono stati fatti. Ancora, l’End of Waste e l’impianto normativo della Direttiva sui rifiuti estrattivi può essere un’ulteriore punto di riflessione su come rafforzare la circolarità e approcciare la sicurezza degli approvvigionamenti di materie prime.

Il seminario si pone l’obiettivo di analizzare i trend delle materie prime (e seconde) in Italia dal punto di vista della produzione, di circolarità e delle importazioni nonché di affrontare le possibilità di sviluppo di strumenti adeguati per la definizione della sicurezza e/o vulnerabilità di approvvigionamento delle materie prime in Italia, facendo il punto su politiche, innovazioni, potenzialità, metodologia di implementazione, ed eventuali criticità associate.

Presidente di Sessione
Silvia Grandi, Ministero dello Sviluppo Economico

Programma

16.00 Introduzione a cura del presidente di sessione

16.10 Innovazione e Materie Prime
Nicoletta Amodio, Confindustria

16.20 Import – Export Materie prime: la dipendenza dell’Italia dai paesi esteri
Mirella Morrone, ISTAT

16:30 La lista europea delle Materie Prime Critiche del 2020
Maria Grazia Verdura, Ministero dello Sviluppo Economico

16:40 Extractive Waste mining: quali dati per l’Italia?
Monica Serra, ISPRA

16:50 Oltre l’estrazione: Materie Prime e Ricerca, Indicatori di circolarità, urban mining e reengineering
Laura Cutaia, ENEA

17:00 End of waste ed attuazione strategia nazionale economia circolare
Rappresentante, Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

17:10 Round table: Tra estrazione, reingeneering ed economia circolare: quali sinergie per ridurre la vulnerabilità dell'approvvigionamento sostenibile e sicuro delle materie prime?

CRIET

Assomineraria,
COBAT,
RAEE,
et al.

17:40 Conclusioni: Materie Prime 4.0 e trend globali nell’era dell’incertezza
Prof. Patrizio Bianchi, Assessore Regione Emilia-Romagna (TBC)