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Digital Product Passport: come funziona l’identità digitale dei prodotti

Digital Product Passport: come funziona l’identità digitale dei prodotti

Nell’aprile 2024 il Parlamento Europeo ha adottato in via definitiva il Regolamento per la progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili, meglio noto come Regolamento ecodesign (Ecodesign for Sustainable Products Regulation - ESPR), pilastro del pacchetto sull’economia circolare (Circular economy Action Plan - CEAP).  Una normativa che ha l’obiettivo di migliorare i vari aspetti dei prodotti per renderli più durevoli e affidabili, più facili da riutilizzare, aggiornare, riparare e riciclare, più sostenibili per quanto riguarda il consumo di risorse. Il perimetro della storica direttiva Ecodesign viene così ampliato fino a comprendere quasi tutti i beni fisici commercializzati nell’Ue, tra cui ferro, acciaio, alluminio, tessili, mobili, pneumatici, detergenti, vernici, lubrificanti e prodotti chimici. 


Che cos’è il Digital Product Passport 
Tra le principali misure previste dal Regolamento ecodesign c’è l’introduzione del Digital Product Passport: questo documento fornirà ai prodotti coinvolti un’identità digitale univoca e conterrà un insieme strutturato di dati digitali che accompagneranno i beni lungo tutto il loro ciclo di vita, dalla progettazione alla produzione, dalla distribuzione all’uso, fino alla gestione del fine vita. Per esempio, origine, composizione dei materiali, presenza di sostanze pericolose, informazioni sulla durabilità e aggiornabilità, opzioni di riparazione e manutenzione, modalità corrette di smaltimento, riciclabilità dei diversi componenti.  

Il Digital Product Passport sarà accessibile tramite supporti digitali (come QR, tag NFC o altri strumenti di identificazione elettronica) e potrà essere consultato, con diversi livelli di accessibilità, dai diversi attori coinvolti nell’intera catena del valore, come consumatori, operatori economici, autorità competenti. 

 



Quali sono i prodotti interessati dal DPP 
Come spiegato dalla Commissione europea nel Piano di lavoro ESPR 2025-2030, il Passaporto Digitale del Prodotto verrà introdotto gradualmente, una volta approvate le singole normative specifiche per ciascuna tipologia di beni. Il primo scaglione, a partire dal 18 febbraio 2027, riguarderà le batterie, categoria già disciplinata dal Reg. 2023/1542. A seguire, sempre nel 2027, ci saranno tessili e pneumatici, nel 2028 sarà la volta dei mobili e nel 2029 quella dei materassi. Per quanto riguarda prodotti intermedi, per ferro e acciaio si prevede l’entrata in vigore nel 2026, per l’alluminio nel 2027. 

Nel complesso, entro il 2030 quasi tutti i prodotti fisici immessi sul mercato europeo dovranno essere dotati di un Digital Product Passport, ad esclusione di alcune categorie, come alimentari, mangimi per animali, medicinali, piante/animali e veicoli. Per riuscire a rispettare queste tempistiche, già dal 2026 le imprese dovranno essere in grado di gestire i dati di prodotto attraverso registri digitali conformi agli standard europei, come GS1. Si tratta quindi di una trasformazione profonda, che unisce aspetti della transizione sia digitale sia circolare, dalla digitalizzazione dei processi di supply chain alla tracciabilità dei fornitori, dalla raccolta e standardizzazione dei dati ambientali agli investimenti in sistemi IT interoperabili. 

 



Il Digital Product Passport nel settore tessile 
Uno dei comparti pilota sarà quello della moda, tra i settori più impattanti a livello ambientale, che dovrà attivare il Digital Product Passport a partire dal 2027. A questo proposito un team internazionale coordinato da ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile) ha messo a punto nuove linee guida per la raccolta e la gestione dei dati di tracciabilità e sostenibilità lungo l’intera filiera tessile.

​​​​​​​Il documento, pubblicato dal Comitato europeo di normazione (CEN), rappresenta uno strumento operativo per accompagnare le aziende in una fase di transizione normativa e digitale. A questo scopo, vengono anche illustrati i risultati di alcune importanti iniziative europee di ricerca applicata sulla tracciabilità e l’economia circolare. Per esempio, il progetto TRICK ha sviluppato una piattaforma digitale per supportare la tracciabilità dei prodotti tessili lungo il loro ciclo di vita, mentre CISUTAC è focalizzato sulla gestione ottimizzata dei rifiuti tessili post-consumo e PESCO-UP è dedicato al riciclo di tessuti misti, in particolare cotone e poliestere. 
Articolo scritto da Emanuele Bompan e Maria Carla Rota 

Questo blog è un progetto editoriale sviluppato da Ecomondo con Materia Rinnovabile

PUBBLICAZIONE

06/03/2026

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