Una rivoluzione sta per arrivare, anzi, è già qui e sta trasformando la nostra vita, anche se spesso non ne siamo consapevoli. È la new space economy, così definita per differenziarla rispetto al periodo che va dalla Guerra Fredda fino ai primi anni 2000, quando le attività spaziali erano quasi esclusivamente in mano a Stati e agenzie governative (NASA, ESA, Roscosmos) e lo spazio era considerato una dimensione futuristica.
A partire dal nuovo millennio, invece, e poi sempre più velocemente dopo il 2010, molto è cambiato: gli operatori privati, in primis SpaceX e Blue Origin, hanno fatto un ingresso massiccio nel settore, i costi si sono ridotti drasticamente grazie all’evoluzione tecnologica ed è nato un ecosistema aperto, che coinvolge soggetti e comparti diversi, dall’agricoltura all’energia, dalla logistica alla sanità, dal manifatturiero avanzato al digitale, che utilizzano dati, servizi e tecnologie spaziali come leve di innovazione e competitività. Molte prove di questa rivoluzione in corso sono già sotto i nostri occhi: basti pensare ai numerosi oggetti che oggi fanno parte della nostra quotidianità, ma derivano dalla ricerca aerospaziale, come il memory foam dei materassi, gli occhiali antiriflesso, il wi-fi, la telemedicina, le fotocamere miniaturizzate degli smartphone e l'aspirapolvere senza fili.
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Oltre il perimetro tradizionale dell’aerospazio
Da questa consapevolezza nasce BEX - Beyond Exploration, la nuova expo-conference dedicata alla space economy e al commercial space flight, in programma dal 23 al 25 settembre 2026 alla Fiera di Rimini. Un evento innovativo, promosso da Italian Exhibition Group (IEG) in collaborazione con Regione Emilia Romagna, con l’ambizione di posizionare l’Italia al centro del dibattito europeo e internazionale.
<<Sarà una novità assoluta nel panorama degli eventi dedicati all’esplorazione spaziale: non una fiera dell’aerospazio in senso stretto, ma una piattaforma multidisciplinare, in cui la new space economy verrà raccontata come ecosistema trasversale, capace di generare ricadute concrete sull’economia reale, mettendo in dialogo la filiera spaziale tradizionale con imprese di settori industriali non convenzionali, ma anche università, start-up, centri di ricerca e istituzioni>>, spiega Marcello Azzoni, fondatore e Chief Research and Development di Spacewear, brand di abbigliamento per astronauti, ma anche membro del Comitato Tecnico Scientifico di BEX, progetto sviluppato da un gruppo di esperti provenienti da discipline complementari.
<<Il format unisce una forte vocazione B2B a momenti di divulgazione scientifica e formativa rivolti al pubblico, perché tutte le persone interessate possano vedere e approfondire come i servizi spaziali cambieranno la nostra vita già nel corso del prossimo decennio>>. Per alimentare nuove competenze e visioni, una particolare attenzione viene riservata ai giovani e agli studenti, con l’obiettivo di avvicinarli sempre più al mondo dell’aerospazio, di cui loro stessi saranno protagonisti. <<Cercheremo di parlare un linguaggio divulgativo e comprensibile, anche ‘pop’ ed emozionale, come mi piace definirlo, perché questa nuova dimensione va divulgata e resa fruibile il più possibile: lo spazio sarà il nuovo motore dello sviluppo per l’umanità>>, prosegue Marcello Azzoni.
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Come sarà la prima edizione di BEX
In vista della prima edizione di BEX, IEG ha avviato interlocuzioni con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), la Presidenza del Consiglio dei Ministri, l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e l’Aeronautica Militare, con l’obiettivo di costruire partnership e ottenere patrocini istituzionali. Il valore strategico dell’iniziativa è sottolineato anche dal coinvolgimento di figure istituzionali e scientifiche di primo piano, tra cui il Colonnello Walter Villadei, astronauta professionista dell’Aeronautica Militare Italiana e Ambassador di BEX.
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Il programma di BEX prevede focus verticali sull’intera catena del valore della space economy: dalla filiera upstream, che comprende sistemi di trasporto, propulsione, moduli spaziali e stazioni orbitanti, fino al downstream, legato all’utilizzo dei dati satellitari per servizi avanzati sulla Terra. Ci saranno spazi espositivi, momenti di networking e matchmaking, lezioni divulgative, workshop specialistici e hackathon per studenti. Inoltre, i sistemi autonomi multidominio – spaziali, aeronautici, terrestri e subacquei – verrano presentati sia come soluzioni operative sia come piattaforme di sperimentazione per l’innovazione industriale. A completare il quadro, l’area trasversale Beyond Nxt, dedicata a start-up, università, centri di ricerca, agenzie governative e ONG, a conferma della volontà di coinvolgere l’intero ecosistema dell’innovazione.
BEX si candida così a diventare una piattaforma strategica per il futuro della space economy italiana ed europea, capace di integrare competenze, settori e visioni in una prospettiva realmente interdisciplinare, dove lo spazio non è più solo esplorazione, ma infrastruttura abilitante per l’innovazione sulla Terra.
Articolo scritto da Maria Carla Rota
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PUBBLICAZIONE
28/01/2026