Palinsesto Convegnistico
  • Martedì 5 Novembre 2024
  • 10:00 - 17:00
  • Memo
  • Agorà Blue Economy pad. B8
  • italiano
  • inglese
  • a cura di Comitato Tecnico Scientifico Ecomondo & Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, ISPRA, GNRAC (Gruppo Nazionale per la Ricerca sull’Ambiente Costiero) & CRPM (Conferenza delle Regioni Perifieriche Marittime d’Europa)

L'attuale azione per il clima da parte dell’EU e dei governi nazionali è in grado di affrontare adeguatamente le sfide dell'adattamento ai cambiamenti climatici in corso? Dalla riduzione della vulnerabilità al rafforzamento delle politiche pubbliche di prevenzione nei territori costieri? È una domanda a cui le istituzioni a diversi livelli e le comunità scientifiche sono chiamate a rispondere per la sicurezza dei territori e delle popolazioni costiere per uno sviluppo sostenibile dei settori della Blue Economy in uno scenario climatico in evoluzione.

Nonostante negli ultimi decenni siano notevolmente progredite le capacità di analisi e la comprensione degli impatti dei cambiamenti climatici, la previsione degli scenari futuri e, da un punto di vista tecnico, la capacità di progettare e applicare soluzioni specifiche, molti sforzi devono ancora essere compiuti per migliorare l'accesso ai fondi disponibili UE/nazionali e far fronte alla mancanza di programmi e/o meccanismi finanziari specifici per consentire alle autorità regionali e locali di accelerare la realizzazione di importanti soluzioni innovative di adattamento.

Secondo un recente studio (https://www.nature.com/articles/s41598-023-48136-y) dell'Istituto Europeo per l'Economia e l'Ambiente - EIEE, l'innalzamento del livello del mare dovuto ai cambiamenti climatici potrebbe costare all'Europa fino a 872 miliardi di euro entro il 2100, a causa dei potenziali impatti economici su 271 regioni marittime, con particolare attenzione al Mediterraneo dove sono a rischio oltre 40.000 km di coste.

Le Regioni marittime sono in prima linea per quanto riguarda questi impatti. Sebbene dispongano già di strategie di adattamento molto ambiziose e consolidate, la riprogettazione delle aree costiere per renderle più resilienti agli effetti dei cambiamenti climatici (innalzamento del livello del mare, inondazioni, mareggiate, ingressione marina, erosione costiera, incendi, siccità, ecc.) richiede investimenti molto importanti e un notevole sforzo amministrativo. Inoltre, per mettere in campo programmi di intervento su larga scala, le Regioni devono far fronte a barriere legislative, elevata frammentazione delle fonti di finanziamento, diversificazione e complessità delle procedure e dei criteri di eleggibilità, che spesso disincentivano o sono causa di forti ritardi nell’attuazione.

A tale riguardo, occorre prestare particolare attenzione alla nuova generazione di Piani Nazionali di adattamento (PNACC), chiamati indicare la strada e a garantire un'efficace governance multilivello e multi-attore e fornire maggiori finanziamenti e sostegno amministrativo alle autorità regionali e locali (cfr. ad esempio le raccomandazioni formulate dalla Commissione europea nell'ambito della sua ultima valutazione dei Piani Nazionali). Una risposta ambiziosa sui fondi dovrebbe essere fornita al più presto, sia a livello europeo che nazionale, per consentire alle autorità regionali e locali di attuare con successo le loro strategie e i loro piani di adattamento.

L'evento di Ecomondo ha l'obiettivo di fare il punto sullo stato delle conoscenze scientifiche sugli effetti dei cambiamenti climatici in atto sulle nostre coste e sugli scenari futuri da affrontare, nonché sulle politiche di adattamento e sulle buone pratiche messe in atto in Europa. Vuole continuare la sua missione strategica di "forum chiave" per fare brainstorming su soluzioni innovative e fornire raccomandazioni per il cambiamento delle politiche per facilitare l'accesso ai fondi per l'adattamento delle coste e dei territori agli effetti dei cambiamenti climatici, auspicabilmente già per il periodo di programmazione post-2027.

Presidenti di sessione

Enzo Pranzini e Lorenzo Cappietti, GNRAC (Gruppo Nazionale di Ricerca sull'Ambiente Costiero)
Giuseppe Sciacca, CPMR (Conferenza delle Regioni Periferiche Marittime d'Europa)
Roberto Montanari, Regione Emilia-Romagna

Programma

10.00 Introduzione a cura dei presidenti di sessione

Keynote speech: Aumentare la resilienza delle Coste ai rischi costieri e oceanici. Il processo Vision 2030
Nadia Pinardi, UN Decade Collaborative Center on Coastal Resilience (DCC-CR) 


SESSIONE 1 – Stato dell’arte e sfide

Valutazione europea del rischio climatico (EUCRA) risultati complessivi sui rischi climatici, sulle azioni e sulle politiche di adattamento e focus sugli ecosistemi marini e costieri europei
Julie Berckmans, European Environment Agency (EEA)

Stato di attuazione del Piano Nazionale per l'Adattamento ai Cambiamenti Climatici 
Fabiana Baffo, Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE)

Attuazione delle politiche europee di adattamento e prospettive per la sfida futura
Elina BARDRAM, Direttore per l'Adattamento e la resilienza, la comunicazione e le relazioni con la società civile presso la DG CLIMA, Commissione europea e responsabile della missione dell'UE sull'adattamento ai cambiamenti climatici


SESSIONE 2 – Trovare soluzioni

Accessibilità ai fondi per l'adattamento, finanziamento per l'attuazione della strategia ACC dell'UE.
Mónica Peña Sastre, EIB Coordinator of climate adaptation policy (TBC)

Esigenze e prospettive dei fondi strutturali per l'adattamento ai cambiamenti climatici: caso d'uso nel POR-FESR 2021-2027 in Emilia-Romagna e prime lezioni apprese.
Claudia Romano, Responsabile Area Energia e Green Economy, Regione Emilia-Romagna POR-FESR

Gli indicatori di impatto del cambiamento climatico in area costiera: i dati come guida per l'individuazione delle azioni
Marco Picone, Centro Nazionale per la caratterizzazione ambientale e la protezione della fascia costiera, la climatologia marina e l'oceanografia operativa - ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)

Come migliorare la capacità statistica europea di descrivere le esigenze di adattamento e l'efficacia delle azioni attuate.
Viveka Palm, Director Unit E DG ESTAT European Commission (TBC)


SESSIONE 3 – Buone Pratiche

Fattori abilitanti e ostacoli all'implementazione di soluzioni basate sulla natura per costruire la resilienza costiera in Irlanda.
Eugene Farrell, University of Galway (Irlanda) 

Stato di attuazione dell'intervento "Parco del Mare" sul waterfront di Rimini, per la mitigazione degli impatti dei cambiamenti climatici
Anna Montini, Assessore alla Transizione Ecologica, Ambiente, Sviluppo Sostenibile, Blue Economy – Comune di Rimini

Esperienza di azioni/interventi di adattamento attuati o in corso di attuazione nel panorama europeo (caso Francia)
Bertrand Coppin, Region of Hauts-de-France (TBC)

Adattamento ai cambiamenti climatici nelle coste basse e urbanizzate, il caso di Marina di Pisa.
Lorenzo Cappietti, GNRAC - University of Florence