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ECOMONDO: 2° Daily Report Mercoledì 6 novembre

Comunicato n. 23 del 06/11/2019 16.45.03 ( download )

.STRATEGIA ITALIANA PER LA PLASTICA, IL MINISTRO COSTA AGLI IMPRENDITORI: ´COSTRUIAMO INSIEME UNA PROPOSTA DI MODIFICA DELLA PLASTIC TAX´
E´ stato aperto dal Ministro dell´Ambiente Sergio Costa il convegno dedicato alla Strategia italiana per la plastica, svoltosi questa mattina ad Ecomondo (organizzato da Italian Exhibition Group alla Fiera di Rimini fino a venerdì) per fare il punto sul recepimento da parte dell´Italia della normativa europea. A tenere banco è stata l´attualità, ovvero la discussione intorno alla plastic tax a proposito della quale il ministro Costa ha ribadito, rivolgendosi in particolare alla platea di imprenditori, l´intenzione di ´migliorare in Parlamento il testo della legge´ (peraltro già modificato rispetto alla bozza iniziale), prevedendo ´un credito di imposta supplementare per le imprese che modifichino i loro sistemi, dell´ordine del 20-25%´. ´Accettate la sfida´, ha chiesto il Ministro agli imprenditori, convocati in sede di commissione la prossima settimana per ´costruire insieme una proposta di modifica´. ´Venite con una posizione unitaria´, la richiesta del Ministro, la cui idea è di concepire la plastic tax come ´tassa di scopo´ da rimettere dunque in circolo nel settore. Il Ministro ha quindi salutato la platea di Ecomondo, diretto a Roma per il Consiglio dei Ministri convocato dal Primo Ministro Conte, e passando il testimone a Tullio Berlenghi, capo della sua segreteria tecnica al Ministero dell´Ambiente, che ha ricordato i numeri della produzione di plastica in Europa: 25,8 milioni di tonnellate annue, di cui solo il 30% avviate al riciclo. ´Il 31% finisce in discarica, il 39% negli inceneritori, con costi economici ed ambientali´, ha sottolineato Berlenghi. Tra le azioni da sostenere, quindi, ´occorre potenziare la filiera del riciclaggio´.

FONDI ALLE IMPRESE IMPEGNATE NELLA TRANSIZIONE VERSO LA CIRCULAR ECONOMY
La transizione dal sistema economico tradizionale, basato sul processo di ´presa, produzione, smaltimento´, al paradigma dell´Economia Circolare, incentrato sul disaccoppiamento della crescita dal consumo di risorse, richiede una visione a lungo termine che potrebbe comportare ingenti investimenti. Se n´è parlato oggi a Ecomondo alla Ôconferenza faro´ Circular economy: the 21st-century economic paradigm to redefine growth and development.
Per alcune aziende, l´accesso alle risorse finanziarie risulta difficile. Citando Ellen MacArthur, fondatore e presidente dei fiduciari della Fondazione, ´Supportare le imprese nuove ed in evoluzione per adottare modelli di economia circolare è la chiave per accelerare la transizione verso un´economia rigenerativa e riparativa´.
Il ripensamento di strumenti, processi e modelli finanziari è un passaggio cruciale per un istituto finanziario che mira a favorire la riprogettazione dell´ecosistema industriale e cogliere l´opportunità di riconnettersi all´economia reale fornita dal paradigma dell´Economia Circolare stessa. Ridefinire la crescita e lo sviluppo attraverso le lenti a economia circolare è l´elemento chiave discusso a Ecomondo 2019.
´Vogliamo dimostrare concretamente . ha detto Massimiano Tellini, Global Head - Circular Economy, Intesa Sanpaolo Innovation Center . il supporto al sistema delle imprese impegnate nella transizione che è prima culturale e poi di business. Intesa San Paolo ha stanziato un plafond di 5 miliardi di euro, disponibili già da inizio 2019 alle migliori condizioni di mercato, destinati a quelle aziende alle prese con nuovi modelli di sviluppo slegati da risorse esauribili. E´ un dialogo virtuoso e il contributo portato a Ecomondo da interlocutori internazionali di assoluto livello ci consente uno sguardo di apertura e stimolo verso questa attività´.

IL SUOLO DIMENTICATO, A FORTE RISCHIO ARIDITA´
Il suolo è una risorsa non rinnovabile: lo ha nuovamente accentuato il Final Report dell´High Level Panel of the European Decarbonisation Pathways Initiative, pubblicato dalla Commissione Europea a fine 2018.
Si parte dalla considerazione che il 33% dei suoli è oggi degradato e affetto da salinizzazione, compattazione, inquinamento chimico da acidificazione e esaurimento dei nutrienti. Nei prossimi trent´anni si stima che almeno 4 miliardi di persone vivranno in zone aride. Per invertire questo trend la bioeconomia può giocare un ruolo chiave nella tutela dei suoli, nella decarbonizzazione dell´economia e per dare vita a nuove opportunità di reddito e ad una società simbiotica, assicurando un uso efficiente delle risorse.
Oggi il tema è stato al centro dell´incontro La rigenerazione del suolo: bioeconomia per l´incremento della sostanza organica e per ridurre le emissioni di CO2, svoltosi alla Fiera di Rimini in occasione di Ecomondo.
´Affermiamo la bioeconomia dei valori e non dei numeri . ha detto Catia Bastioli, CEO Novamont . consapevoli che in assenza di una direttiva a tutela dei suoli non esiste, al contrario di quanto accade per aria e acqua. Eppure il degrado del suolo impatta fortemente, ad esempio sulla qualità del cibo. Da qui l´importanza di mettere in connessione grandi esperti, in una logica di dialogo che è la vera carta vincente di manifestazioni come Ecomondo´.

INDUSTRIA 4.0: SOLUZIONI E STRUMENTI FINANZIARI
Le nuove tecnologie sono pilastro fondamentale per realizzare i programmi di economia circolare. Ecomondo mantiene l´attenzione puntata sull´industria 4.0 e lo fa con il convegno svoltosi oggi pomeriggio alla Fiera di Rimini, dal titolo Industria 4.0 per ottimizzare la gestione e l´utilizzazione dei rifiuti. La conferenza ha valorizzato soluzioni innovative e strumenti finanziari pubblici e privati che contribuiscono ad accelerare l´inserimento delle tecnologie abilitanti per aumentare l´efficienza, la flessibilità e la sostenibilità economica e finanziaria del settore.
´E´ importantissimo rilevare la convergenza della Commissione Europea . dice Giuseppe Padula dell´Università di San Marino . sulla necessità di valutare l´impatto delle tecnologie digitali sull´economia circolare e la conseguente riduzione dei rifiuti. A Ecomondo presentiamo due esperienze virtuose che nel ciclo di produzione, riferendoci ai consumi di plastiche, possono ridurne l´utilizzo di oltre il 30%´.
Sul tema, la ricerca ´Towards the Circular Economy´ della Fondazione Ellen MacArthur segnala che in Europa è possibile risparmiare 630 miliardi di Euro dal solo ciclo di utilizzazione dei materiali, se i principi dell´economia circolare fossero integralmente adottati. Tecnologie emergenti quali Industrial Internet of Things, Big Data Management, Digital Twin ed Artificial Intelligence, applicate a contesti manifatturieri ed urbani, convergono su soluzioni integrate a favore di nuovi processi operativi e di business per la gestione dei rifiuti.
Sul tema, è centrale l´analisi dei cicli di vita dei prodotti e grazie alla possibilità di tracciarne singolarmente il percorso, grazie a reti di sensori che trasmettono dati da elaborare e condividere in cloud, è possibile ottimizzarli, favorendo un approccio integrato ai flussi dei materiali lungo le filiere della gestione e valorizzazione dei rifiuti.

CONAI HA PRESENTATO A ECOMONDO IL REPORT DI SOSTENIBILITA´
Il sistema rappresentato da CONAI . Consorzio Nazionale e dai suoi sei Consorzi di filiera ha generato nel corso del 2018 un beneficio diretto del valore di 995 milioni di euro. Di questi, 412 milioni rappresentano il valore economico della materia recuperata dal riciclo, 29 milioni quello dell´energia prodotta da recupero energetico e 554 milioni quello dell´indotto economico generato. Il valore economico della CO2 evitata è invece pari a 113 milioni di euro annui. I dati sono stati diffusi oggi a Ecomondo in occasione dell´evento Riciclo e oltre: il ruolo del CONAI nella transizione alla circular economy, durante il quale è stato presentato il Green Economy Report, il Report di Sostenibilità CONAI 2018. A raccontarlo, Valter Facciotto, Direttore generale CONAI, Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, Raimondo Orsini, Direttore della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, e Maurizio Fieschi, esperto in sostenibilità. I numeri del risparmio di materiale primario continuano a crescere. 259.000 tonnellate di acciaio, pari a quello usato per 672 Frecciarossa. 16.000 tonnellate di alluminio, che corrispondono a 1,51 miliardi di lattine. 829.000 tonnellate di carta, ossia 332 milioni di risme di fogli A4. 925.000 tonnellate di legno, l´equivalente di 42 milioni di pallet. 436.000 tonnellate di plastica, pari a 20 miliardi di bottiglie di acqua in PET da un litro e mezzo. E 1.564.000 tonnellate di vetro, il corrispettivo di 4 miliardi di bottiglie di vino da 0,75 litri. Un risparmio che porta con sé un beneficio impressionante: l´energia primaria risparmiata è di oltre 20,91 terawattora in un anno, l´equivalente dell´energia primaria necessaria a soddisfare i consumi medi di elettricità nelle case di oltre 5 milioni di famiglie italiane.

IL PO D´AMARE A TORINO: IL 48% DEI RIFIUTI SONO IMBALLAGGI IN PLASTICA
Presentati oggi ad Ecomondo i primi risultati del secondo step del progetto Il Po d´AMare, avviato nel 2018 grazie alla collaborazione tra Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, Corepla e Castalia. Il progetto ha riguardato, dopo la prima sperimentazione a Pontelagoscuro (Ferrara), un ramo di Po urbano, a Torino. Il Po d´AMare a Torino, ha visto coinvolta l´azienda Amiat del Gruppo Iren. In un mese sono stati raccolti 29 chilogrammi di rifiuti, di cui il 48% imballaggi in plastica. ´Si tratta di una iniziativa di sensibilizzazione,´ ha sottolineato il presidente di Amiat Gruppo Iren Christian Aimaro. ´Un nuovo step di un progetto . gli ha fatto eco il presidente di Corepla Antonello Ciotti . messo in campo sulla base di uno studio dell´Università di Lipsia che attesta come oltre l´85% dei rifiuti che finiscono in mare provengano dai fiumi. Volevamo capire da dove provengano e trovare soluzioni per avviarli al riciclo´. Il prossimo step coinvolgerà un tratto di Po in provincia di Parma.

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