Media room

Questo è il comunicato selezionato.
Per tornare all'elenco dei comunicati clicca qui.

I DATI DELLA GREEN ECONOMY

Comunicato n. 4 del 05/09/2019 11.12.19 ( download )

.Rimini, 22 ottobre 2019 - Per quanto riguarda il recupero e riciclo di imballaggi è stato, nel 2018, pari all´80,6%, equivalente a 10.691 milioni di tonnellate, sui 13.267 milioni totali immessi al consumo. Dunque, più di quattro imballaggi su cinque vengono sottratti alla discarica.
La Relazione Generale Consuntiva 2018 di CONAI ritrae un Paese all´avanguardia nel perseguire gli obiettivi di recupero e riciclo dei materiali di imballaggio previsti dalla legislazione europea. Rispetto al 2017, la percentuale di recupero complessivo è aumentata del 3% e il sistema rappresentato da CONAI si conferma un´eccellenza nel riciclo dei rifiuti di imballaggio.

Sono stati riciclati il 78,6% degli imballi in acciaio, l´80,2% di quelli in alluminio, l´81,1% di quelli in carta, il 63,4% di quelli in legno, il 44,5% di quelli in plastica e il 76,3% di quelli in vetro.
L´impatto ambientale di questa attività è evidente: recuperare più dell´80% vuol dire evitare rifiuti per circa 10,7 milioni di tonnellate di imballaggi rispetto ai 13,3 immessi al consumo ogni anno, destinandone al riciclo circa il 70%. Gli imballaggi rappresentano il 26% dei rifiuti delle città. Non appena la plastica raggiungerà la quota del 50%, saranno definitivamente raggiunti gli obiettivi previsti dalla direttiva comunitaria al 2025.
Sono avviate a riciclo: l´88,8% della carta, l´87,5% della plastica, l´86,5% dell´alluminio, il 78,6% dell´acciaio, il 76,3% del vetro, il 65,8% del legno. Il dato generale è dell´80,6%. Il sistema è finanziato dal cosiddetto Contributo Conai a carico delle imprese, che nel 2017 è stato di circa 524 milioni. (Fonte: Conai).

Sono oltre 57 milioni gli abitanti serviti grazie all´Accordo Quadro ANCI-CONAI per il ritiro dei rifiuti raccolti in maniera differenziata: per questo servizio, nel 2018 CONAI ha trasferito ai Comuni italiani 561 milioni di euro. Il 91% dei Comuni ha stipulato convenzioni con il sistema consortile. I Comuni coperti da almeno una convenzione risultano essere 7.827 (il 98% del totale), per una popolazione complessiva di 60.198.712 abitanti, pari al 99,5% di quella nazionale;
In crescita anche le quantità totali di rifiuti gestite dal Conai, passate da una media di circa 4,6 milioni di tonnellate di rifiuti conferiti dai soggetti convenzionati nel periodo 2011 . 2016, a quota 5 milioni di tonnellate nel 2017. (Fonte: Ottavo Rapporto annuale sulla banca dati Anci-Conai)

L´Italia è il primo paese europeo per indice complessivo di circolarità, che ha raggiunto quota 103, davanti a Regno Unito (90), Germania (88), Francia (87) e Spagna (81). Per ogni kg di risorsa dematerializzata consumata si generano 3 euro di Pil, contro una media europea di 2,24. Lo riferisce il Rapporto Circular Economy Network . Enea, secondo un valore attribuito secondo il grado di uso efficiente delle risorse, utilizzo di ‘materie prime seconde´ e innovazione. Tutto ciò può generare al 2025 circa 150.000 nuovi posti di lavoro in Italia entro il 2025 (Fonte: Fondazione Sviluppo Sostenibile).
Il focus del Censis ´Smart & green, l´economia che genera futuro´ stima che ogni cinque nuovi posti di lavoro creati dalle imprese attive in Italia uno sarà generato da aziende eco-sostenibili; oltre il 50% in più di quelli del digitale. Il futuro dà speranza alle nuove generazioni:
Secondo stime della global Commission of Economy and Climate, una ‘nuova economia´ concepita con il paradigma della circular economy garantirebbe nel mondo un guadagno cumulato di 26mila miliardi di dollari rispetto all´attuale economia lineare. Si potrebbero creare 65 milioni di posti di lavoro al 2030

La bioeconomia in Italia si stima generi un valore della produzione di 330 miliardi, oltre il 10% del Pil con due milioni di occupati. La bioeconomia, rispetto alle attività economiche, è salito dall´8,8% del 2018 al 10,1% del 2017. (Fonte: Intesa San paolo . Assobiotec)

Il quinto rapporto annuale Assobioplastiche misura un settore in crescita: il fatturato aumentato del 26% rispetto al 2017, circa 685 milioni di euro nel 2018 con una produzione che vede un incremento del 21%, pari a 88.500 tonnellate, un aumento degli addetti dedicati e di aziende del 4%. Dai 143 operatori del 2012 si è arrivati ai 252 del 2018. Il sistema economico delle bioplastiche è strettamente connesso con la raccolta del rifiuto organico e con il compostaggio industriale, ma anche con l´agricoltura. Secondo Plastic Consult, sono 252 le aziende che rappresentano il settore delle plastiche biodegradabili. Gli addetti sono raddoppiati negli ultimi anni, passando dalle 1.280 unità del 2012 alle 2.550 del 2018.
Per quanto riguarda i settori applicativi, il 61% delle 88.500 tonnellate di polimeri lavorati nel 2018 è stato destinato alla produzione degli stopper monouso per la spesa, il 19% ai sacchi ultraleggeri e il restante 20% suddiviso tra i sacchi per la raccolta della frazione organica, i manufatti per l´agricoltura, la ristorazione, il packaging alimentare e l´igiene della persona. La nota dolente, purtroppo, rimane quella degli shopper per asporto merci illegali. Sono quasi 35.000 le tonnellate di sacchetti non a norma: praticamente ben 4 ogni 10 in circolazione.

Per quanto riguarda i rifiuti speciali, gli ultimi dati disponibili sono quelli relativi al 2017, diffusi dal Rapporto ISPRA 2019. Nel 2017 sono state prodotte 138.896.207 tonnellate di rifiuti speciali, di cui 129.226.731 tonnellate di non pericolosi e 9.669.476 tonnellate di pericolosi: il 41,3% provenienti dalle costruzioni; il 25,7% provenienti dal trattamento rifiuti e attività di risanamento; il 21,5% provenienti da attività manifatturiere, ecc.
81 milioni di tonnellate di rifiuti speciali sono stati prodotti nel nord 58,3%); 25 milioni di tonnellate nel centro (18%); 32,9 milioni di tonnellate nel sud (23,7%).
Quanto all´impiantistica, sono autorizzati 11.209 impianti (4.597 impianti per recupero di materia, 1.558 impianti di autodemolizione, 1.307 impianti produttivi che effettuano recupero di materia, 696 impianti di trattamento chimico fisico biologico e ricondizionamento, 1.943 impianti di stoccaggio, ecc).

Dopo aver superato gli obiettivi europei al 2020 in materia di consumi energetici da fonti rinnovabili, l´Italia nel 2018 è arrivata a produrre il 18,1% del fabbisogno energetico totale da fonti rinnovabili. Ogni 10 kwh prodotti in Italia, più di 3 sono verdi. (Fonte: GSE).
Il rapporto del World Energy Outlook 2018 stima che entro venti anni le fonti di energia pulita soddisferanno il 40% della domanda globale.
Mentre Cina ed India si daranno come priorità la fonte solare, in Europa sarà prevalentemente il vento ad alimentare la produzione di energia pulita, in un mix energetico che prevede per le rinnovabili di salire a soddisfare l´80% del fabbisogno.
Per questo risultato, l´UE stima serviranno 400 miliardi di euro fra 2020 e 2030, 177 in più di quelli stanziati sin qui. L´Italia s´è adeguata agli obiettivi, mirando al gas come soluzione ponte per uscire dal carbone entro il 2025. Si mira ad un incremento della quota di eolico pari a 40 TWh rispetto ai 15 del 2015; dai i 23 ai 75 TWh per il fotovoltaico, e fino a 50 TWh per l´idroelettrico.
Nel 2018 gli investimenti in rinnovabili sono arrivati a 11,3 miliardi e sono attivati prevalentemente dalle prime 100 aziende italiane, con un 23% che utilizza solo energia prodotta da fonti verdi.
Va però registrato che è calato, per la prima volta dopo 12 anni, in Italia, la produzione di energia da fonti rinnovabili - in particolare solare, eolico e bioenergie . e per sostenere gli investimenti serve aumentare incentivi e abbattere le barriere autorizzative ai progetti nei territori. Tuttavia, in Italia sono circa un milione gli impianti tra elettrici e termici installati; sono 3.054 i comuni diventati autosufficienti per i fabbisogni elettrici e 50 per quelli termici, mentre sono 41 le realtà già rinnovabili al 100% per tutti i fabbisogni delle famiglie.

RIFIUTI URBANI
L´ultimo Rapporto ISPRA riporta i dati 2017 riguardanti la produzione dei rifiuti urbani, in calo e attestata a 29,6 milioni di tonnellate (-1,7% rispetto al 2016). Il calo è del 2,2% nel Sud, del 2% nel Centro e dell´1,4% nel Nord.

Oltre la metà dei rifiuti prodotti viene differenziata: nel 2017 la raccolta differenziata in Italia raggiunge la percentuale di 55,5%. Più alti i valori al Nord (66,2%), più bassi al Sud (41,9%), mentre il Centro Italia si colloca poco al di sotto della media nazionale (51,8%). È il Veneto la regione con la più alta percentuale di raccolta differenziata pari al 73,6%, seguita da Trentino Alto Adige con il 72%, Lombardia con il 69,6% e Friuli Venezia Giulia con il 65,5%.

Con l´emanazione della direttiva 2018/851/UE sono stati introdotti ulteriori obiettivi per la preparazione, il riutilizzo e il riciclaggio dei rifiuti. Gli obiettivi sono: 50% al 2020, 60% al 2030 e 65% al 2035. In Italia, la percentuale di preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio si attesta al 43,9%, considerando tutte le frazioni contenute nei rifiuti urbani, e al 49,4%, effettuando il calcolo per le seguenti specifiche frazioni: organico, carta e cartone, vetro, metallo, plastica e legno.

I rifiuti urbani prodotti nel 2017 sono stati gestiti in 644 impianti. Lo smaltimento in discarica, pari a 6,9 milioni di tonnellate, interessa il 23% dei rifiuti urbani prodotti, evidenziando una riduzione del 6,8%. Le discariche operative, nel 2017, sono 123, 11 in meno rispetto all´anno precedente.

Il riciclaggio delle diverse frazioni provenienti dalla raccolta differenziata o dagli impianti di trattamento meccanico biologico dei rifiuti urbani raggiunge, nel suo complesso, il 47% della produzione: il 20% è costituito dal recupero di materia della frazione organica (umido+verde) e oltre il 27% dal recupero delle altre frazioni merceologiche.

Nel 2017 l´Italia ha esportato 355 mila tonnellate di rifiuti urbani. Il 40% è stato trasferito in Austria (27,8%) e Ungheria (13,1%): si tratta soprattutto di Combustibile Solido Secondario (CSS) derivante dal trattamento di rifiuti urbani (rappresenta il 37,1% dei rifiuti esportati).

Sono circa 213 mila tonnellate i rifiuti del circuito urbano importati nel 2017. Il maggior quantitativo proviene dalla Svizzera, con circa 72 mila tonnellate, corrispondente al 33,6% del totale importato; seguono la Francia con il 19,7% e la Germania con il 15,2%. Circa la metà dei rifiuti provenienti dalla Svizzera, costituiti prevalentemente da rifiuti di imballaggio in vetro, sono destinati ad impianti di recupero e lavorazione del vetro situati perlopiù in Lombardia.

Quanto costa il ciclo dei rifiuti urbani. L´analisi economica condotta sui dati MUD, per l´anno 2017, su un totale di 6.345 comuni, rileva, a livello nazionale, che il costo totale medio pro capite annuo è pari, nel 2017, a 171,19 euro/abitante per anno. A livello territoriale il costo totale annuo pro capite, del servizio, risulta pari a 151,16 euro/abitante per anno al Nord, a 206,88 euro/abitante per anno al Centro ed a 182,27 euro/abitante per anno al Sud.


PRESS CONTACT ITALIAN EXHIBITION GROUP
head of media relation & corporate communication: Elisabetta Vitali; press office manager: Marco Forcellini;
international press office manager: Silvia Giorgi; communication specialists: Tommaso Accomanno, Alessandro Caprio, Nicoletta Evangelisti Mancini, 0541-744.510 media@iegexpo.it

Media Agency: SMART Comunicazione
Cesare Trevisani 335.7216314 ctrevisani@smartcomunicazione.com
Anna Gradara 349.1761753 anna.gradara@gmail.com
Elisa Gianessi 392.0775539 redazione@smartcomunicazione.com

Il presente comunicato stampa contiene elementi previsionali e stime che riflettono le attuali opinioni del management (´forward-looking statements´) specie per quanto riguarda performance gestionali future, realizzazione di investimenti, andamento dei flussi di cassa ed evoluzione della struttura finanziaria. I forward-looking statements hanno per loro natura una componente di rischio ed incertezza perché dipendono dal verificarsi di eventi futuri. I risultati effettivi potranno differire anche in misura significativa rispetto a quelli annunciati, in relazione a una pluralità di fattori tra cui, a solo titolo esemplificativo: andamento del mercato della ristorazione fuori casa e dei flussi turistici in Italia, andamento del mercato orafo - gioielliero, andamento del mercato della green economy; evoluzione del prezzo delle materie prime; condizioni macroeconomiche generali; fattori geopolitici ed evoluzioni del quadro normativo. Le informazioni contenute nel presente comunicato, inoltre, non pretendono di essere complete, né sono state verificate da terze parti indipendenti. Le proiezioni, le stime e gli obiettivi qui presentati si basano sulle informazioni a disposizione della Società alla data del presente comunicato.