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greenreport.it - Il settore vale 30 miliardi di euro, e anche sulla spinta delle più recenti normative deve imboccare una via che sappia coniugare sostenibilità e posti di lavoro


Su 396 milioni di tonnellate di plastica vergine che vengono prodotte su scala globale ogni anno, circa 100 milioni di tonnellate vengono disperse in natura e non trovano adeguata gestione una volta divenute rifiuti; si tratta di un problema che in larga parte ha a che fare con la plastica monouso – che secondo i dati Wwf assorbe circa il 40% della domanda –, la cui cattiva gestione finisce per inquinare i mari del mondo. Dove il fenomeno assume proporzioni ciclopiche è soprattutto nel sudest asiatico, ma anche il Mediterraneo ha i suoi bei grattacapi, e i dati dei monitoraggi di Legambiente sui rifiuti galleggianti in mare e su quelli spiaggiati parlano chiaro in proposito: l’indagine Beach litter 2018 ha consentito di censire e recuperare 48.388 rifiuti rinvenuti in 78 spiagge. Nell’80% dei casi si tratta di rifiuti in plastica, e tra questi si parla di oggetti usa-e-getta o della vita breve nel 42% delle rilevazioni.

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