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Corriere della sera - Il nuovo impianto Calabra Maceri connesso alla rete Snam è il primo nel Sud. L’azienda ha investito 12 milioni di euro per la realizzazione del biodigestore.

 

«È il primo impianto di biometano nel Centro-Sud connesso alla rete di Snam. Trasformiamo la frazione umida dei rifiuti in gas pulito. Diamo così un senso allo sforzo dei cittadini che fanno la raccolta differenziata: nella zona in cui operiamo, in provincia di Cosenza, ha raggiunto una media del 60% con punte dell’85%». Crescenzo Pellegrino è il responsabile di Calabra Maceri, azienda familiare: «Siamo tre fratelli. Da oltre 20 anni offriamo servizi di raccolta differenziata». Con il nuovo impianto di Rende sono entrati nell’economia circolare.

«Nel 2015 abbiamo realizzato un impianto di compostaggio classico, che in breve è diventato il riferimento della regione — racconta —. Nel tempo i volumi sono aumentati. Due anni fa abbiamo deciso di realizzare un nuovo impianto con un biodigestore in grado di trasformare il biogas prodotto dalla digestione anaerobica della frazione organica dei rifiuti urbani in biometano». Un investimento da 12 milioni di euro. «Non volevamo rivolgerci a una società tedesca — prosegue —. Perciò abbiamo messo insieme due università, i nostri tecnici e altri per la realizzazione del nostro impianto, che è in grado di trasformare le 40 mila tonnellate annue di rifiuti organici in 4,5 milioni di metri cubi di biometano». «In Calabria la differenziata è stata introdotta 5-6 anni fa. Nel 2014 — spiega — era sotto al 15%, ora grazie agli incentivi è al 42%».

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