I beni tessili sono tra i più utilizzati al mondo, il settore della moda ha un grande peso in questo contesto soprattutto negli ultimi anni dove è sempre più diffusa la moda fast fashion che ha portato a un forte aumento della quantità di indumenti prodotti, utilizzati e poi scartati in tempi brevi basandosi principalmente su materiali sintetici (il 60% delle fibre tessili immesse nel mercato - il poliestere la fibra più usata). Solo l'1% dei rifiuti tessili al mondo viene recuperato come nuovi “abiti”(1), tanto è che l’Unione europea lo ha posto tra i punti prioritari su cui lavorare per un futuro di economia circolare.


Impatti ambientali del settore

Secondo l'Unione Europea, l'uso totale di materie prime primarie nella catena di approvvigionamento per il consumo di abbigliamento, calzature e tessili per la casa nell' UE rappresenta la quarta più alta categoria di pressione ambientale dopo il settore alimentare, dell’edilizia residenziale e dei trasporti, in particolare nel 2017:

  • sono stati utilizzate circa 1,3 tonnellate di materie prime primarie e 104 mc di acqua a persona,
  • l’85 % di queste materie prime e il 92 % dell'acqua relative al consumo di prodotti tessili nell’UE sono stati consumati in altre regioni del mondo,
  • la produzione e la manipolazione dei prodotti di abbigliamento, calzature e tessili per la casa consumati nell'UE-28 hanno condotto all’emissione di 654 kg di CO2 equivalenti/abitante di cui solo il 25 % contabilizzato all'interno dell'UE,
  • la produzione del settore risulta inoltre responsabile di circa il 20% dell'inquinamento globale dell'acqua potabile a livello globale,
  • il lavaggio di capi sintetici rilascia ogni anno 0,5 milioni di tonnellate di microfibre nei mari e il 35% del rilascio di microplastiche primarie nell'ambiente che possono finire nella catena alimentare a livello globale (2).


rifiuti-tessili

*credits European Environment Agency

 

Destinazione rifiuti tessili

Secondo la MacArthur Foundation nel mondo (1):

  • 87% dei rifiuti tessili va in discarica o incenerito,
  • 13% è riciclato in usi di valore inferiore, per lo più pezzame stracci e strofinacci assorbenti e di lavaggio,
  • 1% è riciclato e diventa nuovi abiti.


Prospettive per il futuro

Modelli di business e politiche efficaci possono guidare un'economia tessile circolare.

In base alla direttiva sui rifiuti approvata dal Parlamento Europeo nel 2018, i paesi dell'UE saranno obbligati a provvedere alla raccolta differenziata dei tessili entro il 2025. La nuova strategia della Commissione comprende anche misure volte a sostenere materiali e processi di produzione circolari, a contrastare la presenza di sostanze chimiche pericolose e ad aiutare i consumatori a scegliere prodotti tessili sostenibili.

Le aziende private e le autorità pubbliche stanno inoltre iniziando a vedere concretizzati i potenziali benefici economici, sociali, ambientali e climatici del passaggio ad un sistema tessile circolare.  Per il potenziamento e la diffusione di tali modelli però è necessario un cambiamento nell'intero sistema spinto e supportato da normative e specifiche politiche di tassazione.

La Fondazione Ellen MacArthur nel rapporto The circular economy: a transformative Covid-19 recovery strategy ha cercato di fornire una panoramica sull'argomento mettendo in evidenza alcuni dei principali fattori in grado di attivare un modello di economia circolare in questo comparto. 

Tre sono i volani dell'economia circolare su cui porre attenzione:

  • il potenziamento degli impianti di raccolta, smistamento e riciclaggio;
  • gli investimenti in ricerca per arrivare a riciclare le fibre sintetiche e in strumentazione tecnologica in grado di rendere più efficace la selezione delle fibre ai fini del riciclo;
  • un design finalizzato al recupero.


La necessità di materiali sicuri e green

Per l'Unione Europea creare un'economia circolare per il tessile significa partire sin dalle scelte di design. L'utilizzo di materiali sicuri e green può essere supportato da:

  • introduzione di regolamentazione mirata ad incrementare i requisiti di qualità e sicurezza,
  • incremento della domanda “pubblica” di fibre sostenibili,
  • politiche mirate per la corretta etichettatura;
  • tasse specifiche che potrebbero potenzialmente aumentare la domanda di fibre usate.

 

La ricerca nel settore del riciclo delle fibre tessili sintetiche

Il tema della gestione dei rifiuti tessili non riguarda solo il settore moda ma anche altri beni, alcuni progetti europei si stanno concentrando in particolare sul recupero e riciclo delle fibre tessili  su grande scala.

Il progetto di ricerca RESYNTEX mira a creare un nuovo concetto di economia circolare per l'industria tessile e chimica. Utilizzando la simbiosi industriale, mirando a produrre materie prime secondarie da scarti tessili non indossabili.

Il progetto ReHubs ha come obiettivo quello di conferire gli scarti tessili in hub dedicati, lavorarli dove è 

possibile per reimmetterli nel ciclo produttivo, utilizzarli eventualmente come isolanti termici o procedere al tradizionale smaltimento quando non è possibile trattarli.

Il progetto REACT dell'UE cerca di affrontare la gestione dei rifiuti tessili acrilici provenienti da tende da sole e arredi per esterni. Il progetto cerca di trovare soluzioni per rimuovere le finiture chimiche dai tessuti acrilici, provenienti da scarti industriali o da prodotti a fine vita. 

 

Approfondimenti

(1) Ellen MacArthur Foundation - The circular economy: a transformative Covid-19 recovery strategy

(2)    Parlamento Europeo - L'impatto della produzione e dei rifiuti tessili sull'ambiente (infografica)

(3)    Agenzia europea per l'Ambiente - Il tessile nell'economia circolare europea - Textiles in Europe's circular economy

(4)  Rete europea di informazione e osservazione sull'ambiente - Tessile e ambiente in un'economia circolare – Textiles and the environment in a circular economy

(5)  Parlamento Europeo - Impatto ambientale dell'industria tessile e dell'abbigliamento: Cosa devono sapere i consumatori – Enviromnetal impact of textile and clothing industry: What consumers need to know

(6)  Utilitalia - Linee guida per l’affidamento del servizio di gestione degli indumenti usati