Sono sempre più ambiziosi gli obiettivi di riutilizzo della plastica proveniente dal riciclo dei rifiuti: il riciclo chimico è, a questo proposito, un set di tecnologie in fase di definizione da parte del settore della Ricerca che premette di valorizzare il Plasmix ma anche plastiche dure non imballaggi. Il Plasmix, mix di plastiche scarti dei processi di selezione degli impianti di riciclo degli imballaggi, attualmente viene principalmente termovalorizzato o smaltito in discarica.

 

Il contesto e le direttive europee

La Direttiva 2008/98/CE stabilisce la gerarchia dei rifiuti:
1) prevenzione;
2) riutilizzo;
3) riciclaggio;
4) recupero di altro tipo, per esempio il recupero di energia;
 e 5) smaltimento.
 
Le successive direttive europee sull'economia circolare hanno confermato questa scala gerarchica spingendo verso la progettazione di beni che riescano a conciliare la possibilità di essere riparati, riutilizzati, e composti da materiali riciclabili con la necessità di ridurre al minimo le materie prime utilizzate e la creazione di filiere circolari per la gestione dei rifiuti a fine ciclo vita dei beni (Normativa dell’Unione europea sulla gestione dei rifiuti ).
 
Secondo i dati riportati nel Rapporto di sostenibilità 2019 di COREPLA, nel 2019 sono state immesse al consumo 2.083.880 tonnellate di imballaggi in plastica di pertinenza COREPLA e ne sono state recuperate 1.917.614 tonnellate, pari al 92%.
 
 
 
 
Il 43% degli imballaggi in plastica è stato avviato a riciclo meccanico per ottenere nuovi prodotti. mentre il 49% è stato invece avviato a recupero energetico.
Quest'ultima quota parte di plastiche post-consumo, definita Plasmix, è composta da plastiche eterogenee e viene destinata prevalentemente ai cementifici (75% - dato COREPLA), in sostituzione di combustibili fossili, in parte va a recupero energetico (25% dato COREPLA), mentre una quota residuale viene avviata in discarica.
 
In base alla normativa europea queste frazioni dovranno essere ridotte al minimo o eliminate.
Il processo di selezione rappresenta un punto chiave negli impianti per ridurre questa frazione al minimo tuttavia non è sufficiente per cui è necessario valorizzare anche questa frazione.

La Ricerca sta cercando di trovare il modo per utilizzare il Plasmix sia come combustibile con sempre maggior rendimento energetico che attraverso il riciclo chimico creando veri e proprio nuovi materiali.
 
 
 
 

Il riciclo chimico della plastica

Nei processi di riciclo chimico la plastica viene ridotta alle sue forme molecolari originali in modo che possa essere trasformata in materiali plastici completamente nuovi. Il vantaggio di queste tecnologie è che si possono trattare tutti i tipi di rifiuti di plastica conferendo loro un nuovo valore e riducendone il conferimento in discarica o l'incenerimento.
 
L’obiettivo attuale della ricerca dell'industria chimica è arrivare alla definizione di processi chimici sostenibili da un punto di vista ambientale e compatibile con un’economia di scala.
 
I procedimenti messi a punto sono principalmente:
  • Depolimerizzazione chimica. Mediante reazione con agenti si arriva a produrre i monomeri di partenza;
  • Gassificazione. Processo fatto con ossigeno e/o vapore per produrre gas di sintesi;
  • Decomposizione termica dei polimeri mediante riscaldamento in atmosfera inerte;
  • Cracking catalitico. Le catene polimeriche vengono scomposte con un catalizzatore che promuove le reazioni di scissione;
  • Idrogenazione. Il polimero viene degradato dalle azioni combinate di calore, idrogeno e catalizzatori.
 
 
 
 

Vantaggi del riciclo chimico della plastica

 
I vantaggi del riciclo chimico della plastica sono:
  • Riciclo rifiuti plastici contaminati e/o misti che non possono essere recuperati tramite riciclaggio meccanico;
  • Riduzione dell'uso di risorse fossili;
  • Abbattimento delle emissioni di CO2 perché si eliminano le emissioni associate all'incenerimento e alla produzione convenzionale di materie prime
 
In questo contesto è stata fondata nel 2019 la Chemical Recycling Europe che ha lo scopo di promuovere e implementare le soluzioni innovative che il riciclaggio chimico dei rifiuti di plastica.
 
PlasticsEurope, obiettivo eliminare la dispersione nell’ambiente:
Eliminare la dispersione della plastica nellambiente, qualunque esso sia, è indispensabile.  Il problema può essere risolto con il contributo di tutti: cittadini, mondo scolastico, opinion leader, istituzioni e produttori. PlasticsEurope ne è convinta ed è impegnata su tale fronte attraverso programmi e iniziative specifiche a sostegno dellambiente, finalizzate a costruire uno sviluppo sostenibile di lungo termine.
Tra queste lOperation Clean Sweep, per ridurre la dispersione dei granuli (opcleansweep.eu) e le tante attività promosse a livello globale per prevenire il marine litter (endplasticwaste.org). LAssociazione Europea dei Produttori di Materie Plastiche si pone inoltre da qui al 2030, obiettivi ambiziosi quali il riutilizzo del 60% della plastica proveniente dal riciclo dei rifiuti di imballaggio e, entro il 2040, il riciclo, recupero e riutilizzo di tutti gli imballaggi in plastica. E impossibile immaginare un futuro senza plastiche: impareremo a produrle e ad utilizzarle in modo diverso ma il loro contributo al nostro benessere e a quello dell'ambiente è tale da non poterne fare a meno.
Mario Ceribelli, Presidente Federchimica PlasticsEurope Italia