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La Commissione Europea nel marzo 2020 ha adottato il nuovo Piano d'azione per l'economia circolare: il Parlamento europeo ha infatti richiesto obiettivi vincolanti per il 2030 per rendere più sostenibili i prodotti di largo consumo a partire dalla loro progettazione.

 
 
Lo scorso Marzo 2020 la Commissione Europea ha adottato un nuovo Piano d'azione sull'economia circolare per un'Europa più pulita e competitiva. Nell’ottobre 2020 si è tenuto un dibattito in commissione parlamentare ENVI (Committee on the Environment, Public Health and Food Safety) e la relazione definitiva è stata adottata il 27 gennaio 2021.
 
Il piano d’azione per l’economia circolare, parte integrante del Green Deal europeo, indica il concetto di circolarità come base per raggiungere l’obiettivo UE di neutralità climatica entro il 2050, specificando una serie di misure relative all'intero ciclo di vita dei prodotti utili per raggiungere tale obiettivo. Il piano include regole per progettare i prodotti con un maggiore impiego di materie prime riciclate, prodotti più duraturi, più facili da riutilizzare, riparare e riciclare.
 
 
 

Cosa prevede il piano in sintesi

Il nuovo piano d'azione per l'economia circolare presenta misure per:
 
  • Rendere i prodotti sostenibili;
 
  • Dare potere ai consumatori e agli acquirenti pubblici;
 
  • Focalizzare i settori che utilizzano più risorse e dove il potenziale di circolarità è alto come: elettronica e ICT; batterie e veicoli; confezione; plastica; tessuti; costruzione e costruzioni; cibo; acqua e sostanze nutritive;
 
  • Garantire la produzione di meno rifiuti;
 
  • Fare in modo che la “circolarità” sia un concetto base di gestione dei territori (regioni e città);
 
  • Guidare gli impegni delle politiche globali verso i concetti di economia circolare.
 
 
 

Gli obiettivi del piano

 
Gli obiettivi sono quindi da un lato, evitare del tutto i rifiuti e trasformarli in risorse secondarie di alta qualità; dall’altro, agire a monte per impedire che prodotti non sostenibili entrino nel mercato europeo. 
 
Sin dalla loro progettazione i beni dovranno essere pensati per durare più a lungo, essere più facili da riutilizzare, riparare e riciclare e incorporare il più possibile materiale riciclato anziché materia prima primaria. 
 
L'usa e getta sarà limitato, saranno vietati l’“obsolescenza programmata” e la distruzione di beni durevoli invenduti.
 
L’azione “a valle” riguarda invece i consumatori, che avranno accesso a informazioni affidabili sulla durata e riparabilità dei prodotti, introducendo un vero “diritto alla riparazione”. 
 
Il piano prevede dei focus sui settori che utilizzano più risorse e in cui il potenziale di circolarità è elevato quali: elettronica e ICT, batterie e veicoli, Imballaggi, materie plastiche, tessili, costruzioni ed edifici, settore alimentare.
 
Tra gli obiettivi del piano anche la riduzione degli sprechi: evitare del tutto i rifiuti e trasformarli in risorse secondarie di alta qualità che beneficiano di un mercato ben funzionante per le materie prime secondarie.
La Commissione proporrà un modello armonizzato a livello UE per la raccolta differenziata dei rifiuti e l'etichettatura. Il piano d'azione propone inoltre una serie di azioni per ridurre al minimo le esportazioni di rifiuti dell'UE e per affrontare il tema delle spedizioni illegali. 
 
Il 10 novembre 2020 la Commissione ha anche adottato una Proposta di regolamento per modernizzare la legislazione dell'UE sulle batterie. L'obiettivo è che le batterie immesse sul mercato dell'UE siano sostenibili, circolari, ad alte prestazioni e sicure per tutto il loro ciclo di vita, che vengano raccolte, riutilizzate e riciclate, diventando una vera fonte di preziose materie prime.
 
 

Le richieste del Parlamento Europeo

 
Il 10 febbraio 2021, il Parlamento Europeo ha deliberato la Risoluzione del Parlamento europeo sul nuovo piano d’azione per l’economia circolare (2020/2077(INI))  aggiungendo una serie di raccomandazioni tra cui:
 
  • obiettivi vincolanti per il 2030 basati su evidenze scientifiche per dettare una tabella di marcia per l'uso dei materiali e l'impronta di consumo;
 
  • introdurre nel 2021 indicatori di circolarità armonizzati, comparabili e uniformi;
 
  • definire obiettivi vincolanti sull’ "impronta ecologica" dei materiali e dei consumi per l'intero ciclo di vita dei prodotti per ogni categoria di prodotto immessa sul mercato dell'Ue per prevenire scarti e ridurre l’utilizzo di risorse e energia;
 
  • l'introduzione di misure contro il greenwashing e le false dichiarazioni ambientali, nonché misure legislative per fermare le pratiche che comportano l'obsolescenza programmata di beni;
 
  • sostenere l'Ecolabel UE come punto di riferimento per la sostenibilità ambientale;
 
  • rafforzare il ruolo degli appalti pubblici verdi stabilendo criteri e obiettivi minimi obbligatori;
 
  • l'integrazione dei principi dell'economia circolare nei Piani di ripresa nazionali degli Stati membri.
 
Durante il dibattito i deputati hanno sottolineato che il raggiungimento degli obiettivi del Green Deal sarà possibile solo se l'UE implementerà un modello di economia circolare e che tale cambiamento creerà nuovi posti di lavoro e opportunità commerciali
 
 
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